2. Partizionamento:
è la necessaria operazione, successiva alla formattazione a basso livello,
che consiste nella creazione di volumi logici nella memoria di massa,
cioè nella divisione del disco in più parti, identificate da
una lettera di unità indipendente dalle altre. Attenzione: è un'operazione
obbligatoria, propedeutica alla successiva, anche se non si intende dividere
ulteriormente il supporto. La partizione principale (primaria) va comunque
creata! In questo caso si divide il disco in un'unica parte.
Tuttavia, nel partizionare un disco, vanno presi in considerazione diversi
aspetti legati a prestazioni e organizzazione del lavoro. Gli attuali supporti
di memorizzazione hanno capacità talmente elevate che sarebbe quantomeno
inopportuno lasciarli nella condizione di partizione unica.
Consideriamo innanzitutto la partizione primaria: il suo scopo principale è quello
di ospitare il sistema operativo che dovrà essere
avviato. Solo le partizioni primarie sono "avviabili" ed in particolare, per
sistemi DOS (Windows)
quella indicata come "attiva", cioè inizializzata come tale tramite
comando FDISK (o utilità analoga, cfr. Utility)
preposta alla gestione delle partizioni da DOS.
Una volta creata una partizione primaria, indicata dalla lettera "C:", non è possibile
crearne altre che utilizzino la stessa famiglia di file system e non può essere
ulteriormente ripartita; è tuttavia possibile crearne fino a quattro
di questo tipo per l'utilizzo con sistemi di diversa natura (Windows, Linux,
BeOS, ecc.).
In tal caso si avrà bisogno di programmi detti "gestori d'avvio" (ingl.,
boot managers) che analizzano la struttura del disco, riconoscono le partizioni
primarie multiple e presentano un menù di scelta che chiede all'utente
quale sistema operativo intende caricare.
Oltre alla partizione primaria si devono passare a considerare le varie esigenze
di lavoro e di conseguenza si dovrà pensare alla partizione DOS estesa.
Questa partizione può essere vista come un contenitore progettato per
essere frazionato fino ad un massimo di 24 ulteriori partizioni (unità logiche),
utilizzando a tale scopo il posto riservato ad una delle quattro partizioni
primarie, superando pertanto il suddetto limite dovuto alla struttura dell'MBR.
La differenza di questo tipo di partizione con la primaria è che questa
non è impostabile come "attiva" e quindi non può essere utilizzata
per l'avvio del sistema. Tuttavia risulta molto utile all'organizzazione delle
proprie attività con la creazione di spazi a proprio piacimento e per
le prestazioni del disco. Si pensi ad esempio ad una partizione logica [D:]
riservata alla memorizzazione di dati, ad un'altra [E:] creata per contenere
copie di riserva di materiale importante, un'altra [F:] riservata esclusivamente
alla gestione del file di scambio (ingl., swap) quando è necessaria
una quantità di memoria superiore alla RAM fisica,
ancora una [G:] per gestire l'elaborazione e la masterizzazione di
enormi file multimediali,
ecc.
Tutte le informazioni relative alle partizioni vengono memorizzate nel primo
settore del disco, in particolare nel Master Boot Record (MBR), da cui
il BIOS richiama anche un piccolo programma deputato all'avvio del sistema.
3. Formattazione ad alto livello:
è necessario ancora decidere con quale tipo di struttura dati (file
system) vogliamo gestire le nostre partizioni e la creazione di tali strutture
rappresenta la formattazione del disco ad alto livello. Ogni sistema operativo è strettamente
legato ad un tipo (o comunque ad una famiglia) di file system, semplicemente
perché è stato progettato su quella struttura di denominazione,
memorizzazione e organizzazione dei file.
Ne troviamo diversi: FAT16, FAT32, NTFS per
rimanere in ambito Windows, ma ne esistono altri. Per poter scegliere ci si
documenta sul sistema operativo che si intende installare per verificare quale
sia il modello di file system nativo, eventuali compatibilità e possibilità di
passaggio ad altri sistemi, magari convertendo il file system attuale mediante
apposite utilità software.
Ad esempio, senza tornare troppo indietro nel tempo, il primo Windows 95 non
supportava il tipo FAT32, ne tantomeno NTFS, bensì FAT16 e precedenti.
Già la versione successiva, la "B", sino alla SR2 supportavano la FAT32
e includevano un'utilità per convertire il primo tipo di file system
nel secondo. La linea Windows NT nasce con struttura di tipo NTFS (ingl.,
New Technology File System) e, attraverso varie evoluzioni, arriva sino
allo stato attuale con Windows XP. La tecnologia NTFS non è compatibile
con la famiglia di Windows 9x/ME. Al contrario, Windows NT è installabile
su FAT16 e Windows 2K/XP su FAT32.
I file system di tipo FAT sono più performanti, per contro, NTFS presenta
maggiori caratteristiche di sicurezza, di stabilità, di denominazione
dei file e di efficienza nella gestione dello spazio su disco.
Effettuata la scelta, si procede da riga di comando DOS richiamando il comando
FORMAT seguito dalla lettera associata alla partizione che si intende formattare.
Diversamente si può agire tramite programmi opportuni o direttamente
eseguendo l'avvio (boot) della macchina dal CD contenente
il sistema operativo, se questo lo consente. In questo caso sarà la
diagnostica del sistema operativo stesso che verificherà lo stato del
disco rigido, suggerendo diverse opzioni di partizionamento e formattazione
ad alto livello.
Un'importante distinzione: il comando FDISK si rivolge solo a sistemi FAT lasciando
all'utente unicamente la scelta se creare partizioni FAT16 o FAT32 da formattare
successivamente con FORMAT e non consente di creare più di una partizione
primaria. Il comando FORMAT di Windows 2000/XP consente invece di specificare
anche il tipo di partizione che dovrà essere formattata. L'intero processo
si conclude quando ogni settore del disco è stato raggruppato in cluster (che
diventano le unità elementari di allocazione dello spazio, da 512 byte a
64KB), MBR è stato scritto, la FAT (ingl.,
File Allocation Table) o MFT (ingl., Master File Table per NTFS)
sono stati creati. cfr. Hard disk.
[di Enrico Maria Biancarelli]
2) Nell'elaborazione dei testi (vd. Word processor) è l'informazione aggiunta al documento che interviene sulla disposizione del testo e sul suo aspetto. La formattazione stabilisce la presentazione in output (monitor o stampante) del contenuto del file, secondo specifici criteri quali: grandezza, rientro e forza del carattere (stile grassetto, italico, chiaro, etc.), margine e numerazione di pagina. cfr. HTML, RTF, Tag.
[rev.: 04-04]
Termini mancanti / suggerimenti?
www.dizionarioinformatico.com – © 1994-2010 dr. Francesco Longo
dizSearch v.1.05 – © 1998-2010 Nicola Veleda, p.i.