In fase di avvio del PC il BIOS effettua test diagnostici di base e controlla lo stato delle periferiche collegate (vd. POST), per permettere il caricamento del sistema operativo (vd. bootstrap).
Il BIOS permette la portabilità (cfr. porting)
di software anche
tra macchine con architetture diverse poiché tutti
gli accessi ai dispositivi I/O sono effettuati attraverso
le subroutine BIOS che hanno il compito di adattare le richieste alle varie
componenti hardware. Quindi il programmatore non deve
conoscere le strutture di I/O, ma solo gli indirizzi delle subroutine che le
gestiscono, in questo modo si astrae dall'hardware. Le subroutine vengono chiamate
tramite interrupt.
I BIOS più recenti sono costituiti da memorie flash EPROM per
poter effettuare aggiornamenti via software per impostare ad esempio le frequenze
di funzionamento della CPU. Il clock della
CPU può essere modificato anche tramite ponticelli (jumper)
posti sulla scheda madre.
Termini mancanti / suggerimenti?
www.dizionarioinformatico.com – © 1994-2010 dr. Francesco Longo
dizSearch v.1.05 – © 1998-2010 Nicola Veleda, p.i.